-
Il gioco prende forma. Laboratorio sulle relazioni
All’interno del laboratorio ludico-creativo “Il gioco prende forma” è realizzato un percorso di approfondimento della civiltà greco-romana. Tale approfondimento, oltre allo sviluppo di conoscenza tematica, prevede attività svolte in squadra, quali la realizzazione di oggetti o duelli. L’attività è significativa poiché risponde al manifestarsi di alcune dinamiche relazionali conflittuali all’interno del gruppo di partecipanti al laboratorio. A fronte di tali dinamiche gli operatori propongono una riflessione sui contrasti nel gruppo proprio a partire da alcuni interrogativi sui gladiatori: chi erano? Perché combattevano? E noi perché non riusciamo a stare insieme? In particolare, facendo riferimento ai conflitti intra-gruppo, la lotta è scelta come strumento per affrontare l’avversario con il valore educativo che aveva per i gladiatori (essa era finalizzata a intrattenere il pubblico) che spesso dovevano vivere una intesa reciproca per rendere lo spettacolo più avvincente. L’attività si rivolge a dieci minori di età compresa tra gli otto e i dodici anni. L’obiettivo è il miglioramento e la gestione meno conflittuale delle relazioni tra pari all’interno del gruppo. Il percorso di approfondimento ha una durata di circa due mesi, con cadenza settimanale. Partecipa all’attività un educatore professionale. In una prima fase, attraverso il metodo del brainstorming, i partecipanti sono guidati ad esprimere le difficoltà e i disagi del gruppo. Successivamente ragazze e ragazzi si suddividono in quattro squadre (dai nomi delle divinità del mondo greco-romano), ciascuna delle quali inventa un rito di saluto e riconoscimento (incentivando così la partecipazione attiva). Ogni squadra si impegna nella progettazione e nella realizzazione di oggetti (fiaccole, corone di alloro, spade, scudi e maschere utilizzando cartoni, pittura e materiali di riciclo). Dopo la scelta dei gladiatori, le squadre si sfidano a due a due in duelli che prevedono l’uso di spade, scudi e maschere. Le squadre non coinvolte, a turno, osservano e valutano le azioni. L’attività si conclude con il saluto e il riconoscimento di fronte al Senato, in una sorta di gioco-ruolo in cui l’operatore aiuta i ragazzi a riconoscere le qualità dei singoli, delle coppie, dei rapporti emersi durante tutto il percorso. La visita della mostra al Museo archeologico nazionale di Napoli conclude il percorso. L’attività si svolge nella sede del centro Casa Luisa.
-
Tornando a casa. Laboratorio di scrittura e rappresentazione teatrale
L’attività descritta riguarda la scrittura di un testo realizzata all'interno del laboratorio di teatro. È significativa perché risponde al bisogno del gruppo di raccontarsi nel periodo della pandemia. Ha valenza educativa in quanto può essere considerata uno strumento preventivo di disagio emotivo. Coinvolge 15 adolescenti dai 14 ai 18 anni. Gli obiettivi riguardano la dimensione individuale e quella di gruppo: il lavoro sul sé favorisce il superamento di difficoltà legate all’insicurezza e aumenta la consapevolezza rispetto alle proprie capacità e potenzialità. Il confronto all’interno del gruppo rafforza l’ascolto e l’empatia e consolida relazioni positive tra pari e con gli adulti. Gli incontri di due ore si svolgono una volta a settimana. I professionisti coinvolti sono un educatore e un esperto di teatro. Nelle fasi iniziali del percorso, i partecipanti scelgono il ritorno come tema sul quale lavorare per la struttura narrativa del copione: la scelta deriva dalle riflessioni rispetto ai vissuti di isolamento sociale legati alla pandemia. Il ritorno a cui fanno riferimento è inteso come ritorno a spazi fisici (e non solo virtuali) di relazione e verso luoghi familiari (la scuola, di incontro). Nelle fasi successive, oltre alla scrittura, è preparata la messa in scena del testo. Le metodologie educative scelte valorizzano la cooperazione: all’interno del circle time i ragazzi si confrontano in un clima favorevole e in uno spazio privo di giudizio, in cui sono esplicite le regole condivise e nel quale si favorisce l’assunzione di responsabilità e la valorizzazione delle differenze e delle risorse di ciascuno; il brainstorming permette la circolazione creativa di idee ed offre ai partecipanti la spinta ad ottimizzarle e contaminarle così da produrne di nuove e condivise, elemento essenziale per la scrittura di gruppo; infine, l’utilizzo del peer tutoring potenzia abilità individuali, scambio attivo di esperienze e agisce sull’autostima. Si utilizzano poi giochi di ruolo e tecniche teatrali per l’uso di voce, corpo e spazio. Il percorso si svolge nella sede dell’ente, in uno spazio adeguato alle attività. Lo spettacolo finale si realizza nel teatro dell’Istituto S. A. La Palma, una struttura che accoglie persone senza dimora. La scelta del teatro si basa sull’idea educativa di offrire ai ragazzi la possibilità di sperimentare un utilizzo sociale dell’esperienza teatrale.
-
Bric-orto. Laboratorio di agricoltura e manipolazione
L’attività, che nasce nel 2016, consiste nella cura dell’orto collocato in uno spazio esterno alla sede operativa del LET e si realizza anche mediante la creazione di manufatti utili ad abbellire e a rendere funzionale tale spazio. Ha una forte valenza educativa e formativa: la regolare cura delle piante valorizza le relazioni interpersonali nel gruppo e orienta a un positivo rapporto con la natura e con i suoi ritmi. Tale attività è significativa anche perché si rivela uno strumento di sensibilizzazione per la tutela del territorio di appartenenza e, inoltre, consente di maturare un approccio reale sui consumi alimentari e sulla selezione di prodotti a chilometro zero. Risponde anche all’esigenza di poter svolgere attività all'aria aperta e a contatto con la natura in un quartiere, come Pianura, che non dispone di molti spazi verdi. I destinatari sono 16 ragazze/i di età compresa tra 13 e 16 anni. Gli obiettivi che si intendono perseguire sono: la progettazione partecipata, la capacità di realizzare un disegno/progetto comune e la soddisfazione di raccogliere il prodotto finito. L’attività viene svolta ogni lunedì per tre ore. Oltre agli educatori del LET, sono coinvolti nell’attività gli operatori di Zappa Social, associazione napoletana con cui Xenia è in rete che si occupa della cura dell’ambiente e mette a disposizione dell’educativa lo spazio verde da coltivare. I partecipanti sono guidati nell'attività di semina, di attesa e di raccolto. Inoltre, realizzano arredi, costruiti con materiali di riciclo, per rendere l’orto piacevole e funzionale. L’approccio metodologico è orientato alla pedagogia del fare insieme e alla valorizzazione delle capacità individuali, criterio guida per aumentare l’autostima dei partecipanti. Nei lavori di gruppo è privilegiato l’apprendimento tra pari e la sperimentazione. Durante ciascun incontro i partecipanti, coadiuvati da educatori ed esperti, si confrontano sul lavoro da svolgere in base ai tempi di maturazione, si suddividono i compiti e proseguono le attività di produzione di manufatti per l’orto. L’attività si svolge nel giardino urbano gestito da Zappa-Social nel quartiere Pianura di Napoli.
-
Riciclando: Sporkiamocilemani L@b.
L’attività si colloca all’interno del laboratorio Sporkiamocilemani L@b, nel settore educativo, riguarda la realizzazione di alcuni manufatti attraverso materiali di scarto. È significativa perché contribuisce a sviluppare, sin dalla piccola età, una coscienza ambientale. Inoltre, rappresenta un valido percorso civico per imparare ad utilizzare risorse di cui si dispone per dare vita a nuovi oggetti con cui decorare la propria cameretta o gli ambienti dell’Educativa. Si rivolge a 18 minori di età compresa tra sei e nove anni, con gli obiettivi di aumentare la sensibilità sulle tematiche ambientali e la consapevolezza sull’importanza del riutilizzo e del riciclo e di migliorare la manualità dei partecipanti. Prevede un incontro settimanale della durata di due ore, con la partecipazione di due educatrici, una delle quali con competenze artistiche. La metodologia si basa sul coinvolgimento diretto per favorire l'apprendimento per immersione, per scoperta, per costruzione, in un processo dinamico in continua relazione con i compagni, con gli adulti, con la realtà. È inoltre impiegato un circle time per condurre una riflessione sulla scelta dei materiali, sulle trasformazioni di questi e sulle possibilità di realizzare oggetti diversi. Gli strumenti utilizzati permettono un articolato coordinamento mente-mano, consentendo al bambino di adattare materiali e tecniche a seconda della forma che vuole creare. Nel corso dell’attività sono prodotti oggetti che variano periodicamente: un alberello di primavera che può essere usato come contenitore di un piccolo uovo pasquale, una casetta costruita con una bottiglia di plastica ricoperta di das che potrà essere utilizzata come abat jour; uno gnomo luminoso costruito con vecchi calzini, lucine colorate e barattoli di vetro. Le attività sono svolte presso la sede del LET.
-
Viaggio tra le emozioni. Laboratorio di lettura e consapevolezza emotiva
Il laboratorio “Viaggio tra le emozioni” si basa su un percorso di lettura ed elaborazione delle emozioni e si colloca nel settore educativo. In particolare, l’attività riguarda la lettura di fiabe, classiche e contemporanee, dalle quali è possibili avviare una rielaborazione delle emozioni suscitate. Tale attività risulta significativa perché risponde a un bisogno rilevato dagli operatori nel gruppo di bambine bambini più piccoli, relativo alla difficoltà non solo nel riconoscere le emozioni ma soprattutto nell’esprimerle in maniera adeguata. I destinatari delle attività sono 16 minori di età compresa tra sei e nove anni. L’obiettivo specifico dell’attività è quello di aiutare i partecipanti ad esprimere in maniera costruttiva e consapevole i propri stati d’animo, indispensabili per promuovere la loro capacità di riconoscere le emozioni, di cogliere il punto di vista dell’altro, di favorire il dialogo e la condivisione delle esperienze. Il laboratorio ha cadenza settimanale, con una durata di due ore. I professionisti coinvolti sono due operatori dell’equipe educativa. La metodologia utilizzata è di tipo attivo con lo scopo di coinvolgere i partecipanti in esperienze di condivisione e di relazione autentica; si ritiene che questa metodologia sia quella più efficace per l’età di bambine e bambini coinvolti poiché li pone al centro del processo di apprendimento, stimolando e coinvolgendo la creatività e il senso di iniziativa. In seguito alla lettura di ogni testo gli operatori conducono un circle time attraverso il quale i partecipanti sono invitati a riflettere e a esprimere il proprio punto di vista sulla corrispondenza tra le proprie emozioni e quelle manifestate dai protagonisti delle favole. Oltre alla lettura e alla riflessione, per ciascuna fiaba sono portate avanti diverse azioni basate su giochi strutturati, attività artistiche, drammatizzazione, esperienze corporee e sensoriali. Gli strumenti utilizzati, selezionati in base alla fascia d’età a cui si rivolge l’attività, sono schede didattiche, cartellini delle emozioni e degli stati d’animo e materiali per il disegno. Alla fine del percorso è prodotto un opuscolo contenente tutte le elaborazioni dei partecipanti. L’attività si svolge nella sede del LET.
-
Cresciamo insieme con i laboratori creativi. CerAmica.
L’attività rientra nel laboratorio di ceramica, condotto dal LET da una decina di anni, e riguarda nello specifico il tema dell’inclusione. Si colloca nel settore educativo e consiste in una serie di azioni che vanno dalla creazione del manufatto alla cottura in forno e coloritura, accompagnate da una riflessione sulla tematica prescelta. L’attività si rivela significativa perché rappresenta la risposta a una tendenza evidenziata dagli operatori: a fronte degli ingressi di nuovi partecipanti alle attività del LET, gli operatori rilevano un atteggiamento di chiusura da parte di bambine e bambini che già ne facevano parte. Per rispondere a tale atteggiamento si ritiene opportuno tematizzare l’inclusione attraverso attività di gruppo. L'attività si rivolge a bambine e bambini del gruppo di età compresa tra sei e nove anni, suddivisi in due gruppi da otto componenti. Oltre agli obiettivi generali, relativi al potenziamento delle capacità espressive attraverso la manipolazione e la scultura, l’attività si concentra sui seguenti obiettivi specifici: creare e rafforzare le relazioni all’interno dell’educativa e anche al di fuori degli spazi del LET, valorizzare e riconoscere le abilità reciproche attraverso lavori di gruppo. Il laboratorio prevede un incontro a settimana della durata di circa due ore, svolto alla presenza dell’educatore di riferimento e della maestra ceramista, che garantisce una programmazione specifica dei metodi. L’attività si avvia con una fase progettuale, nella quale la maestra ceramista e l’educatore stimolano attraverso un brain storming la fantasia dei partecipanti e li sostengono nell’individuazione delle caratteristiche del prodotto da realizzare. Nella fase successiva si porta avanti la realizzazione vera e propria del manufatto, attraverso lavori di gruppo in cui i partecipanti collaborano a coppie proprio per stimolare la creazione di legami tra i pari. Il manufatto, una volta cotto a cura dell’esperto, è colorato dai partecipanti utilizzando strumenti diversi: pennelli, spugnette, ciotole. Per questa attività sono prodotti oggetti rappresentativi del tema dell’inclusione, come sculture di bambini che si abbracciano o che si tengono la mano, o manufatti che rimandano a provenienze culturali e geografiche diverse. Le attività si concentrano presso la sede dell’educativa territoriale in un’aula adibita.
-
Tango. Laboratorio di ballo
L’attività riguarda un corso di Tango e si colloca nell’area motoria del LET. Risponde ad alcuni interrogativi rilevati dall’equipe educativa in seguito all’osservazione dei gruppi e relativi ad alcuni bisogni, quali il sentimento di fiducia nel gruppo, la gestione di attività di coppia indipendentemente dal genere e il rapporto tra pari. Attraverso l’attività di tango, si cerca di scardinare alcuni pregiudizi e stereotipi sul genere che collegano il concetto di danza all’universo femminile. L’attività si rivela significativa quindi per superare tali pregiudizi e per far sì che anche il genere maschile si possa appassionare a questa attività. L’azione si rivolge a tutti i ragazzi frequentanti l’educativa, dai 6 ai 16 anni, con 16-18 componenti in ciascuno dei tre gruppi distinti per fascia d’età omogenea. In linea con le esigenze emerse, l’obiettivo è di sviluppare il senso di fiducia e far maturare la consapevolezza che due minori di genere diverso possono tranquillamente svolgere insieme l’attività, senza sentirsi a disagio rispetto al gruppo dei pari. L’attività viene svolta una volta a settimana per circa 70 minuti con ciascun gruppo. L’attività è condotta da un educatore dedicato, che è anche un maestro di tango, coadiuvato da un altro educatore in affiancamento. La metodologia si collega alla peer education, infatti durante le attività i ragazzi più grandi fanno da apripista ai i più piccoli. Alla fine di ciascun incontro, gli ultimi 20 minuti sono dedicati al circle-time attraverso il quale si commentano e affrontano le dinamiche che si sono verificate durante l’attività tra i ragazzi. Inoltre, circa due volte l’anno l’equipe organizza delle serate di tango, invitando le famiglie dei partecipanti all’attività. Questo momento conviviale è fondamentale poiché contribuisce fortemente alla costruzione di relazioni significative sia con i ragazzi che con i loro genitori. Il setting di lavoro è distinto in base alla stagione, in quanto nei mesi invernali l’attività si svolge all’interno dell’ente in una stanza dedicata e allestita dai ragazzi stessi con cartelloni e disegni realizzati durante l’attività d’art attak; mentre nei mesi estivi si sposta nel piazzale del campetto o nel piccolo anfiteatro posto fuori alla struttura.
-
Fabulando. Laboratorio di lettura e narrazione
Il laboratorio di favola consiste in un’attività di lettura interpretativa e creativa che accompagna i ragazzi in un percorso che valorizza l’espressività attraverso l’interpretazione individuale. L’attività si colloca nell’ambito educativo ed è significativa perché riflette l’esigenza, rilevata dagli operatori, di rispondere alle difficoltà emozionali manifestate dai partecipanti e alle relazioni conflittuali presenti all’interno del gruppo. A tal fine, le fiabe si rivelano utili strumenti perché sono strutture narrative che rappresentano una metafora della vita, la raffigurazione di concetti astratti presenti nel quotidiano, come il bene, il male, la sfortuna, la morte, che consentono di comunicare ciò che risulta altrimenti difficile spiegare. Il laboratorio si rivolge a 16 bambini e bambine di età compresa tra sei e dieci anni. Ha lo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza emozionale. La frequenza è settimanale con incontri della durata di un’ora e mezzo. La metodologia impiegata è di tipo esperienziale: attraverso l’immedesimazione nei personaggi, i partecipanti vivono l’esperienza delle emozioni. Il setting è di estrema importanza, si curano le luci, il posizionamento dei cuscini, la presenza al centro di oggetti-chiave che simboleggiano elementi importanti nei percorsi dei personaggi delle storie. Le letture variano dalle fiabe classiche (Biancaneve, Cenerentola) ai racconti di altre tradizioni culturali e sono selezionate in base al contenuto che si intende veicolare. Gli incontri, condotti da due educatori, sono introdotti da precisi rituali, come entrare in silenzio, ripetere l’incipit: “C’era una volta…”. Nei momenti successivi si prevede la lettura da parte degli educatori, alternandosi nei ruoli e soffermandosi su toni di voce consoni ai momenti narrativi per accentuare l’attenzione in una drammatizzazione interpretativa coinvolgente. Dopo la lettura, i partecipanti sono suddivisi in quattro gruppi per un confronto sui contenuti. I rappresentanti di ciascun gruppo assumono il ruolo di portavoce in un circle time dedicato alle restituzioni, che forniscono agli educatori elementi utili alla conoscenza dei processi cognitivi dei singoli e del gruppo. L’attività si svolge presso la sede del LET.
-
Allenarsi alla bellezza. Laboratorio di circo sociale
L’attività riguarda l’insegnamento dei fondamenti dell’acrobatica, della giocoleria, dell’equilibrismo e dell’improvvisazione teatrale. È un nuovo tipo di intervento sociale, che sfrutta le arti circensi come strumento pedagogico, per promuovere lo sviluppo della persona. È significativa per il contesto nel quale è attuata perché le potenzialità ludiche trasformano il circo sociale in un programma educativo informale, che mira a diffondere il benessere psico-fisico, in un territorio dove sono presenti molteplici fragilità. I destinatari sono 12 minori, di età tra 6 e 11 anni e 12 minori tra 12 e 16 anni, distinti in due gruppi. L’obiettivo generale è l’incentivazione della percezione del proprio corpo, l’espressione emotiva e il benessere fisico. Gli obiettivi specifici sono l’aumento delle competenze tecnico/motorie, attraverso l’allenamento, l’incremento dell'autostima e della capacità di resilienza. Le arti circensi rappresentano un mezzo attraverso il quale far sperimentare ai ragazzi modi di stare insieme e di comunicare alternativi. Sono previsti due incontri alla settimana della durata di sei ore. L’equipe è composta da due operatori del circo Corsaro e due del LET. La lezione è suddivisa in un primo momento di ri-trovo del luogo, del gruppo, dei singoli, delle motivazioni attraverso giochi e altre modalità che riscaldano e preparano gli animi al lavoro; un secondo momento di riscaldamento del corpo in funzione delle abilità da affrontare; poi, concentrazione su acquisizioni tecniche delle abilità del giorno. La metodologia prevede l’apprendimento delle abilità circensi e propone una modalità pedagogica di accompagnamento alla crescita e allo sviluppo dell’individuo con alcuni tratti in comune con il metodo Montessori. Queste attività hanno in comune l’utilizzo del gioco come strumento principe, attraverso il quale stimolare l’apprendimento di schemi motori, cognitivi e socio-affettivi. Gli strumenti utilizzati sono palle, birilli, cerchi, flowerstick, rulli, tessuti, trapezio, piattini, buste, tappeti, stereo, computer, proiettore, casse, fularini, diablo. Il percorso si conclude con uno spettacolo finale, espressione del lavoro svolto e momento di incontro con le famiglie. Le attività si svolgono presso il Teatro area nord, dotato di ampi spazi, essenziali per tale attività.
-
Pachamama Comunità terra: la cura di ogni giorno. Laboratorio di Carnevale
L’attività consiste nell’organizzazione di laboratori, sia nel LET sia nel territorio di riferimento, per la parata del Carnevale sociale svolta con la Rete Educativa Sanità (enti del terzo settore, scuole e parrocchie). Il tema rappresentato è la cura che ogni individuo deve avere nei confronti dell’ambiente circostante, tematica che si aggancia al lavoro che già da tempo si sta svolgendo all’interno dei laboratori con i tre gruppi del LET. Il bisogno nasce dalla preoccupazione da parte dei bambini e ragazzi frequentanti il LET sul destino del nostro pianeta. I destinatari sono bambine e bambini, ragazze e ragazzi del centro di educativa territoriale e che frequentano piazza Miracoli. Le attività promosse perseguono i seguenti obiettivi: prendersi cura di sé stessi, della propria comunità di appartenenza e dell’ambiente. L’attività ha la durata di un mese circa, con incontri settimanali svolti nel LET e in piazza Miracoli e si conclude con una festa di Carnevale a cui prendono parte tutti gli enti della rete. Sono coinvolti i sei operatori del LET per l’attività interna e i due operatori della linea d’azione di Abitare la strada per l’attività esterna. Il laboratorio artistico proposto riguarda la costruzione di scatole di cartone per costruire una piramide, che rappresenta la tutela ambientale, e le impronte che delineano il percorso verso di essa. Ogni partecipante costruisce la propria scatola, utilizzando cartone riciclato, nastro adesivo di carta, colla vinilica e pittura, e le impronte con foglio bristol colorato, al cui interno è indicato uno slogan sulla tutela ambientale. Tutto il materiale prodotto è spostato in piazza Sanità dove gli educatori lo assemblano, dando vita alla piramide. La metodologia utilizzata è la progettazione partecipata: sono raccolte le proposte e le idee dei ragazzi sui lavori da realizzare; il laboratorio, seppur diviso in gruppi, consente di farli sentire attori protagonisti di un’opera collettiva. Gli spazi utilizzati sono i locali del LET, piazza Miracoli, per coinvolgere i ragazzi che frequentano l’area, e piazza Sanità, dove si è svolto l’evento conclusivo, per allargare la partecipazione all’intero quartiere.
-
Le scale della cultura: un'opera di street art. Laboratorio di lettura e creatività
L’attività riguarda la realizzazione di un’opera di street art sulle scale di via Luca Samuele Cagnazzi, nella III Municipalità del Comune di Napoli, dove abitava il famoso poeta napoletano Ferdinando Russo. Nasce dall’idea di voler difendere e celebrare i libri e la cultura attraverso le immagini, coinvolgendo bambine e bambini che vivono nel quartiere. I destinatari sono i minori di età compresa tra 9 e 13 anni che partecipano alle attività del Centro, scelti in base ai loro moduli laboratoriali di appartenenza. L’obiettivo è avvicinare bambini che si recano a scuola e adulti che vivono o passano per il quartiere alla cultura, far riscoprire l’importanza dei libri e di coloro che hanno contribuito a rendere la città di Napoli famosa in tutto il mondo. L’iniziativa prevede attività laboratoriali per tutto il mese di giugno, dal lunedì al venerdì. Tali attività sono condotte dagli educatori del Centro e sono basate su: lettura di libri, verbalizzazione da parte dei bambini dei libri letti; scelta dei titoli da utilizzare per la realizzazione dell’opera, rappresentazioni grafico-pittoriche direttamente sulla scala. Su ogni alzata dei gradini c'è, infatti, il titolo di un libro, di una poesia o di una favola letta e commentata nel corso del laboratorio. Le attività sono svolte nella sede del Centro e nei pressi della scalinata. La “Scala culturale” è stata presentata nel corso di un evento tenutosi a luglio 2022, al quale hanno preso parte bambine e bambini del Centro con le loro famiglie, la Municipalità e alcuni rappresentanti della regione Campania.
-
Educazione sentimentale: dubbi e perplessità durante la preadolescenza. Laboratorio di Lettura
Nell’ambito del laboratorio di lettura del Centro diurno è realizzato un approfondimento sul tema della sessualità, in risposta all’osservazione di un’esigenza emersa nel gruppo dei minori di età compresa tra 11 e 14 anni. In questa fase, ragazze e ragazzi vivono un momento ricco di cambiamenti, fisici ed emotivi, e le conoscenze sul tema sono spesso limitate a “voci di corridoio” o video sui social network che possono fornire informazioni parziali o inesatte. I destinatari sono, dunque, ragazze e ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni che partecipano alle proposte del Centro. Il fine dell’attività è chiarire gli aspetti ambigui legati all’argomento e fornire le informazioni necessarie per la conoscenza della tematica e per un’adeguata prevenzione. L’attività consiste nella lettura di testi tratti dai libri di scienze, attualmente in uso presso la scuola interna, nella visione e ascolto di contenuti audio–video brevi, semplici e ad alta fruibilità. La scelta di proiettare contenuti video in accompagnamento ai testi letti nasce dall’esigenza di mantenere alta l’attenzione e fornire un’immagine visiva di quanto letto, in modo tale da precisare e fissare i contenuti utilizzati. Al termine di ogni lettura e ogni proiezione segue un confronto, agevolato dall’organizzazione in semi-cerchio del gruppo e accompagnato dalle educatrici del Centro e dalla professoressa di Scienze della scuola interna. I sotto-temi trattati nel ciclo di laboratori affrontano diversi argomenti quali, lo sviluppo del corpo, i segnali fisici ed emotivi della crescita, l’innamoramento, la formazione dell’identità sessuale, i metodi contraccettivi. L’attività ha cadenza settimanale, nel bimestre marzo – aprile 2022, ed è svolta nei locali della scuola, presso l’aula dedicata al laboratorio di lettura.
-
Il linguaggio metaforico ne L’Aleph. Laboratorio sull’uso della poesia
L’attività rientra all’interno del laboratorio L’Aleph, laboratorio multimediale dedicato alla metacognizione e al pensiero riflessivo. Nello specifico, l’attività documentata si colloca nel settore educativo e riguarda il linguaggio metaforico e la poesia. A fronte della diffusione tra ragazze e ragazzi dell’educativa di stereotipi e pregiudizi, gli operatori rilevano l’esigenza di dotarli di strumenti cognitivi e informazioni che li aiutino nel superamento di tali stereotipi e nello sviluppo di un pensiero autonomo. In tal senso, il linguaggio poetico contribuisce a rafforzare la capacità di leggere la realtà attraverso significati plurali. Il laboratorio è indirizzato a un gruppo di 16 minori di età tra 11 e 14 anni. L’obiettivo riguarda il rafforzamento della capacità di usare il linguaggio poetico, sviluppando le competenze metacognitive dei partecipanti. L’attività prevede l’articolazione flessibile di una serie di azioni che si svolgono nel corso di una settimana, con la presenza di due operatori. Nel corso degli incontri è affrontata la lettura di una poesia, scelta dagli operatori anche in base alle tematiche di interesse dei partecipanti. La lettura è seguita da una discussione sul testo, che si concentra sia sui significati sia sulle motivazioni e sul contesto in cui è maturata la scrittura. L’attività può concludersi con due differenti percorsi: nel primo caso è prevista la registrazione della lettura del testo e la raccolta di fotografie, riferite alla poesia e scattate all’esterno, sintetizzate in un video; nel secondo caso ogni partecipante rielabora la poesia letta, producendo un testo poetico personale. Il laboratorio si svolge nella sede del LET e nel territorio circostante.
-
Brain Training. Laboratorio per sviluppare le capacità mnemoniche
L’attività fa parte del laboratorio Brain Training e consiste in una serie di giochi di ruolo e di società, in presenza e on line, al chiuso e negli spazi aperti dell’educativa. Si tratta di un intervento nel settore educativo. L’attività è selezionata in seguito a una riflessione, da parte degli operatori, relativa alle difficoltà nelle capacità mnemoniche riscontrate da ragazze e ragazzi in età scolare. Tali difficoltà possono avere importanti ripercussioni sul rendimento scolastico. Il laboratorio si rivolge a otto minori di età compresa tra 11 e12 anni, seguiti dagli educatori dell’equipe stabile. Gli obiettivi sono il miglioramento delle capacità mnemoniche dei partecipanti, delle capacità di problem solving, di decision making e dell’attenzione. L’attività ha una durata di sei mesi, sono previsti uno o due incontri settimanali in alternanza con gli altri laboratori in calendario. Per ciascun incontro gli operatori predispongono un gioco mnemonico, basato su gadget tecnologici o semplicemente su materiale cartaceo, e decidono se la partecipazione sarà individuale o di gruppo. I giochi selezionati sono di cooperazione, culturali, di logica e deduttivi, o mirati a valutare la prontezza di riflessi. È inoltre prevista una classifica dei partecipanti che tiene conto dei risultati ottenuti duranti gli incontri. Si favoriscono i giochi basati sui gadget tecnologici, in quanto consentono un migliore utilizzo della memoria visiva rispetto ai supporti cartacei poiché questi ultimi non permettono una focalizzazione continua sul lavoro da svolgere. Le attività sono svolte presso la sede dell’educativa.
-
Circoloco. Laboratori di circo
I laboratori di attività circensi si collocano nell’ambito delle attività educative e si sviluppano attraverso la proposta di un insieme di esercizi di base e avanzati. Le attività proposte impegnano i ragazzi in percorsi di equilibrismo e giochi ed esercizi con attrezzature (piatti cinesi, palline, diablo). L’attività è uno spazio di sperimentazione sull’espressività, sul corpo e sull’emotività, risponde al bisogno di sviluppare capacità che implicano ritmo, equilibrio, coordinazione, concentrazione ed è scelta perché permette di lavorare in maniera trasversale su tutti i gruppi. I destinatari sono, infatti, tutti i ragazzi e le ragazze dei tre gruppi (6-10, 11-13 e 14-16 anni) che frequentano il LET. Gli obiettivi del laboratorio sono: consolidare e rafforzare l’autostima e favorire lo sviluppo di una coscienza individuale e di gruppo. L’attività coinvolge gradualmente i ragazzi in esercizi a corpo libero e nell’utilizzo di attrezzi. Si articola in un incontro settimanale di due ore, per otto mesi; ciascuno dei tre gruppi è gestito da due educatori di riferimento e da un tecnico esperto. Il focus degli incontri è completamente partecipativo e tutti i ragazzi hanno un ruolo attivo sia nel processo decisionale sia nella sua valutazione. Gli incontri sono realizzati partendo dall'apprendimento non formale e mutuo tra i partecipanti, con l'uso di metodologie attive. Negli incontri è previsto uno spazio per la riflessione attraverso i circle time che consentono a ciascun partecipante di avere e ricevere attenzione in uno spazio-tempo delineato, di essere coinvolto, di potersi esprimere, di ascoltare l’altro, di sentirsi parte integrante. Questi strumenti, inoltre, aiutano i ragazzi a riflettere e a sviluppare il senso di appartenenza al progetto. Nel mese di giugno 2022 un gruppo di 12 ragazzi aderenti al laboratorio ha partecipato con una performance al primo festival di circo e teatro sociale a San Nicola la Strada. Il laboratorio si svolge sul terrazzo all’aperto della sede del LET.
-
Musica in scena. Laboratorio di espressività sonoro-musicale
L’attività consiste nell’ascolto di brani musicali e in attività connesse per consentire ai partecipanti di sperimentare le proprie emozioni e quelle altrui attraverso varie identificazioni di ruolo. Questa attività è rappresentativa di un percorso laboratoriale durato diversi mesi, centrato sul tema della fantasia. I bisogni rilevati da parte dell’equipe educativa si concentrano principalmente nell’area immaginativa e delle rappresentazioni delle emozioni dell’altro. La difficoltà dei bambini a lavorare con l'immaginazione e la fantasia può presentare importanti ripercussioni nell’ambito delle relazioni sociali soprattutto nell’aera della competenza emotiva (riconoscere, comprendere e gestire le emozioni). Il laboratorio si rivolge a bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni. Con il laboratorio di espressività sonoro-musicale si intendono raggiungere due tipologie di obiettivi, relativi al miglioramento della capacità immaginativa e della competenza emotiva. L’attività è realizzata con cadenza settimanale, della durata di 90 minuti, e la presenza di due educatori attivatori dell’esperienza. La metodologia prevede l’utilizzo del corpo, della voce e di alcuni strumenti (strumentario Orff) per drammatizzare scene di vita quotidiana svolte all’interno di vari contesti. Gli incontri si dividono in tre fasi: riscaldamento, drammatizzazione, verbalizzazione. Durante il riscaldamento, con l’ausilio della musica, i bambini sono stimolati a muoversi nello spazio, imitando le movenze proposte dagli educatori. Durante la seconda fase, c’è un narratore che racconta una storia e i bambini sono invitati a drammatizzare ciò che viene detto, identificandosi di volta in volta con i vari personaggi, con l’ausilio di una musica in sottofondo. Il narratore cerca di adeguare il racconto ai tempi del gruppo, adottando tecniche di rispecchiamento e imitazione. Nell’ultima fase avviene la riflessione e la condivisione di ciò che è accaduto durante il laboratorio accrescendo l’uso e il miglioramento del lessico emotivo. L’attività viene svolta all’interno del LET.
-
Una stanza tutta per noi. Il gruppo genitori come promotore di condivisione, riconoscimento e confronto
L’attività consiste in una serie di incontri per genitori, finalizzati a un confronto in merito ai diversi aspetti dei percorsi seguiti all’interno del servizio. La scelta ricade su questa attività poiché il lavoro all’interno del gruppo ha un impatto significativo all’interno dei percorsi familiari, favorisce il rafforzamento dei rapporti di fiducia nei confronti del Polo e la costruzione di una rete di famiglie solidali tra loro sul territorio. I destinatari sono i genitori seguiti nei percorsi di accompagnamento genitoriale e di educativa domiciliare, scelti sia per facilitare il riconoscimento tra nuclei che svolgono lo stesso percorso sia per stimolare il confronto rispetto a esperienze diverse. Gli obiettivi dell’attività sono: l’elaborazione delle esperienze vissute attraverso la riflessione di gruppo, la condivisione delle informazioni e delle conoscenze acquisite durante i percorsi, trasformandole in patrimonio comune; infine, l’individuazione, tramite il confronto, delle strategie funzionali per affrontare le dinamiche familiari. L’attività è sviluppata in due moduli, ciascuno di tre incontri, e vede coinvolti due componenti dell’equipe: un educatore e uno psicologo. Il dispositivo metodologico scelto è quello narrativo, quale importante strumento di indagine esistenziale ma anche di progettualità del sé. Nell’ambito degli incontri si propongono delle letture, come “I tre Porcellini”. In seguito alla lettura, i genitori riflettono sul percorso intrapreso presso il Polo e individuano, attraverso alcune schede, i momenti in cui percepiscono la propria casa, intesa come nucleo familiare, rispettivamente di paglia (fragile), di legno (sufficientemente stabile), di mattoni (solida), come le case costruite dai tre porcellini. Tali momenti sono condivisi con il resto del gruppo. Gli incontri si svolgono nella stanza più spaziosa del Polo, che consente di accogliere un numero cospicuo di utenti, garantendo al contempo la sicurezza e il rispetto delle norme anti Covid-19.
-
Nuove tecnologie: isolamento sociale e genitorialità. Percorsi formativi-informativi
L’attività concerne un ciclo di incontri, rivolti ai genitori, dedicati al tema dei rischi correlati alle tecnologie, soprattutto nel corso dell’adolescenza. L’esigenza di affrontare questa tematica deriva da un preliminare lavoro di confronto tra gli operatori del Polo e i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza aventi figli minori, svolto presso la sede della sala consiliare della Municipalità e organizzato con il sostegno dell’equipe REI, che ha coinvolto circa 50 partecipanti. In tale occasione è emerso un particolare bisogno di confrontarsi sui temi dell’isolamento sociale degli adolescenti, conseguente all’uso sregolato delle nuove tecnologie. Da ciò è maturata l’idea di organizzare il ciclo di incontri su tale tematica. Destinatari dell’attività sono una decina di genitori interessati alla tematica. L’obiettivo specifico del percorso è lo sviluppo di una riflessione sull’uso delle tecnologie e la ricerca comune di soluzioni per affrontare eventuali criticità. Il percorso ha una durata di circa quattro mesi, con cadenza quindicinale. Ciascun incontro, della durata di due ore circa, è co-condotto da un educatore e uno psicologo dell’equipe. Nel corso di ogni incontro i conduttori presentano un aspetto specifico della tematica, sul quale stimolano la riflessività e l'apprendimento attivo del gruppo, favorendo la creazione di un sapere condiviso, relativo sia alle motivazioni profonde connesse all’uso delle tecnologie sia alle eventuali strategie di fronteggiamento. Rispetto ai sottotemi affrontati, particolare attenzione è dedicata alle modalità per sviluppare un corretto utilizzo delle nuove tecnologie e al fenomeno Hikikomori, alle cause e alle conseguenze sulle relazioni intra familiari. La discussione e il confronto sono agevolati attraverso l'utilizzo di strumenti quali: circle time, focus group, brainstorming, visione di film, disegni, scrittura creativa, pittura condivisa. Gli incontri si svolgono presso la sede del Polo nella sala dedicata alle attività di gruppo.
-
I t’ sent … tu m’siee’? Percorso di gruppo per facilitare la comunicazione tra i genitori e i figli
I t’ sent … tu m’siee’? Percorso di gruppo per facilitare la comunicazione tra i genitori e i figli L'attività consiste nella realizzazione di un percorso di gruppo per genitori e figli e, a conclusione di questo, di un murales esplicativo nella sede del Polo. L'idea nasce da una riflessione in équipe sulle esigenze emerse nell'ambito degli interventi attivi con i nuclei con figli adolescenti. Ciò che accomuna tali famiglie riguarda, da un lato, la difficoltà che riportano i genitori nella gestione dei propri figli, in particolare rispetto al tempo quotidiano trascorso al cellulare, dall'altro l’atteggiamento di chiusura che si riscontra nei ragazzi che esprimono il bisogno di sentirsi maggiormente ascoltati e compresi dai propri genitori. L’attività si rivolge a cinque famiglie coinvolte in altri interventi condotti dagli operatori del Polo, ovvero percorsi di accompagnamento familiare presso la sede del Polo e interventi di educativa domiciliare. L’obiettivo principale riguarda la possibilità di migliorare la comunicazione tra i genitori e i figli adolescenti e di individuare, insieme ai partecipanti, strategie comunicative e relazionali da sperimentare in situazioni critiche simili. Un ulteriore contributo dell’attività consiste nell’ aumentare la conoscenza negli operatori sui bisogni educativi-relazionali emergenti per migliorare gli interventi futuri. Il percorso si struttura in sei incontri a cadenza quindicinale, condotti da due educatrici dell’equipe che già conoscono le singole famiglie, in quanto impegnate nei singoli progetti familiari dei nuclei individuati. Durante gli incontri si propongono attivazioni che stimolano la capacità autoriflessiva e la capacità di confrontarsi con modalità non conflittuali. Genitori e figli lavorano in due sottogruppi distinti; al lavoro nei due sottogruppi si alternano momenti congiunti nel gruppo allargato. Il percorso inizialmente propone di riflettere sugli elementi significativi della comunicazione e della relazione tra genitori e figli. Ciascun sottogruppo individua il proprio punto di vista e immagina quello dell’altro. Le attivazioni successive sono finalizzate a mettere in comunicazione i due sottogruppi, simulando, ad esempio, un passaggio di messaggi dall’uno all’altro. Nei momenti di gruppo allargato si propone il confronto tra genitori e figli immaginando situazioni future quotidiane in cui mettere in pratica modalità comunicative differenti dal passato. Negli incontri conclusivi si propone alle famiglie di progettare insieme un prodotto espressivo che possa sintetizzare quanto emerso nel percorso. La realizzazione di un murales all’ingresso della sede del Polo funge anche da messaggio per altre famiglie che accedono al servizio. Il percorso si svolge presso la sede del Polo, prevalentemente nella stanza impiegata per le attività di gruppo. La familiarità del luogo per i partecipanti facilita anche l'approccio di ciascuno in un contesto di gruppo, dato che, solitamente, gli interventi del Polo sono rivolti al singolo nucleo.
-
Il sognoSauro: una parata per il Carnevale 2022. Laboratorio creativo.
L'attività si inserisce nell'ambito educativo ed è finalizzata alla creazione di un’opera collettiva simbolica per la parata di quartiere del Carnevale 2022. Nello specifico, riguarda la costruzione di un carro allegorico che assume, grazie ad un processo creativo di gruppo, la forma di un animale mitologico: il SognoSauro, che vola sui problemi e mangia i sogni, e mentre li mangia aiuta le persone a realizzarli. La proposta nasce dall’esigenza dei bambini e dei ragazzi di tornare a vivere in modo positivo gli spazi del quartiere, quasi deserto nei primi mesi del 2022 per l’elevato numero di contagi da Covid. Sono coinvolti nell'attività tutti i gruppi del LET. Gli obiettivi si riferiscono alla dimensione comunitaria, sia all’interno del LET sia in riferimento al territorio: attraversare il quartiere in festa durante la parata prevista per Martedì grasso offre spazio e riconoscimento ai desideri dei bambini e valorizza la presenza del LET come presidio di accoglienza e di socialità. Coordinano l'attività i sei educatori dell’equipe stabile e i due operatori specificamente incaricati delle attività educative di strada. Nel corso degli incontri i gruppi svolgono azioni diversificate in base all'età. I partecipanti più grandi modellano il SognoSauro come un animale preistorico, mentre più piccoli lo decorano e realizzano altri elementi usati durante la parata, alla quale hanno partecipato bambini e bambine, ragazzi e ragazzi del LET e i loro genitori. La metodologia impiegata nell’attività è la progettazione partecipata (raccolta delle idee dei ragazzi e condivisione del significato simbolico) e del laboratorio, con una divisione del lavoro che consente a tutti di sentire l’opera collettiva come un prodotto del proprio impegno. Il carro è realizzato presso le sedi del LET, mentre la parata si è svolta per le strade del quartiere di San Pietro a Patierno, coinvolgendo dunque anche la cittadinanza.
-
Io mi racconto, tu mi conosci. Laboratorio di scrittura autobiografica
L'attività riguarda una raccolta dei lavori realizzati dai bambini e dai ragazzi all’interno di un laboratorio d’esperienza sulla narrazione autobiografica. Rispondendo alle esigenze, emerse nel corso dell’anno, di aumentare il riconoscimento delle individualità all’interno del gruppo e di imparare a esprimere le proprie emozioni nello stesso ambito, durante il periodo estivo gli educatori hanno proposto ai ragazzi un viaggio nei propri sentimenti e nelle proprie emozioni, attraverso lo strumento della scrittura autobiografica, con giochi e semplici esercizi di scrittura. Il target di rifermento è costituito da bambini e ragazzi dei tre gruppi del centro di educativa. Per rispondere alle differenze di ciascuna fascia d’età sono impiegati linguaggi e strumenti operativi diversi e adeguati. L’attività ha come obiettivo specifico il lavoro sulla differenziazione all’interno del gruppo e principalmente l’accettazione della diversità ed unicità di ciascuno. La proposta riguarda la realizzazione di un “alfabeto dei sentimenti”: per ciascuna lettera dell’alfabeto è selezionato un sentimento, esplorato attraverso esercizi e giochi che rivelano il mondo interiore dei partecipanti. Da una parola input i partecipanti sono chiamati a riflettere sulle proprie esperienze e realizzare una testimonianza scritta o disegnata della propria vita. Le parole selezionate sono suddivise in tre blocchi (in ordine alfabetico, dalla A alla G, dalla H alla P e dalla Q alla V). La gestione delle singole attività è affidata agli educatori referenti, formati in equipe sulla narrazione autobiografica. Gli spazi utilizzati sono le stanze di appartenenza di ogni gruppo per permettere a bambini e ragazzi di “sentirsi a casa” in uno spazio costruito con loro: ciò favorisce l’espressione delle individualità e delle emozioni.
-
La Sensibilità. Laboratorio di emozioni e creatività
L’attività riguarda l’ideazione di un’opera di creatività urbana nel quartiere Pianura - realizzata poi nel settembre 2019 - che si inserisce nell’ambito di un percorso più ampio che coinvolge tutti i LET della città e tanti artisti diversi. Il percorso è promosso dall’assessorato al Welfare del Comune di Napoli, con la collaborazione dell’associazione Arteteca Inward - Osservatorio nazionale sulla creatività urbana e del Tavolo per la creatività urbana. L’intervento educativo è realizzato nell’ambito delle attività ordinarie del LET e nell’ambito della linea di azione Abitare la strada e si rivela significativo poiché prevede un grande coinvolgimento del quartiere. All’attività partecipano, infatti, non solo i gruppi del LET ma anche gruppi di bambini e ragazzi conosciuti dagli educatori specificamente incaricati del lavoro educativo di strada presso i luoghi di aggregazione spontanea presenti nel quartiere. L’obiettivo principale riguarda l’ideazione di un murales, poi realizzato da uno street-artist. L'attività è articolata in due laboratori, "L’officina dei piccoli Leonardo – Arte, scienze e natura” ed “Emozioni da scoprire – laboratorio di ludopedagogia”, attraverso i quali i partecipanti individuano il tema dell’opera e inviano all’artista fotografie e brevi video come fonti di ispirazione. Le metodologie utilizzate dagli educatori per la nascita dell’idea e del tema da tradurre in un’opera di street art si basano sull’ascolto attivo e sui laboratori di esperienze, funzionali alla conoscenza profonda dei bisogni dei bambini e della comunità. Il percorso si è concluso con la realizzazione di una splendida opera d’arte di Millo, dal titolo “Sensibilità: armonia, coesione, intesa, attenzione, contatto, ascolto, percezione, zen, tatto, sensi”, sul muro esterno di un grande palazzo di edilizia residenziale pubblica, in un rione popolare del quartiere (Cannavino/Torricelli) in cui si sente viva la voglia di riscatto e di cambiamento.
-
Da Barra a Procida. Soggiorno residenziale
L’attività riguarda un soggiorno residenziale, svolto sull’isola di Procida dal 22 al 26 luglio 2019, e prevede un’esperienza di gruppo con forte valenza educativa, in quanto i minori affrontano lontano dal proprio quartiere e dalle proprie famiglie, in un contesto non conosciuto e usuale, diverse esperienze quali: l’autonomia, la condivisione dei tempi e dei luoghi, la cooperazione. L’attività è rivolta a un gruppo misto di minori di età compresa fra i 9 ed i 16 anni, iscritti al LET e partecipanti assidui, per i quali è in corso un progetto educativo individuale e/o di gruppo. Il coinvolgimento di minori di età diverse permette di stimolare l’alleanza e la cooperazione tra pari nelle diverse fasce di età (adolescenti, preadolescenti e bambini). La finalità del soggiorno è l’accompagnamento dei minori alla scoperta della storia, della natura, delle tradizioni dell’isola. Difatti, si è promossa la conoscenza delle modalità con cui visitare un nuovo luogo al fine di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze. I minori partecipano attivamente, con gli educatori, alla co-costruzione delle attività che li vede protagonisti. Nel concreto, sono realizzate giornate con l’attività di balneazione al mattino e visite guidate presso luoghi significativi (Terra Murata, Vivara, Basilica di San Michele, il Faro) associate a un momento elaborativo laboratoriale durante le ore pomeridiane e serali. La metodologia adoperata durante il soggiorno è quella del fare. Durante i momenti comuni, i minori organizzati in gruppi misti, con il supporto di tutta l’equipe e del coordinatore, sistemano gli spazi, organizzano i pasti principali (stilando la lista della spesa, andando a fare la spesa, preparando i pasti). La scelta di Procida è motivata dal fatto che l’isola è un luogo che favorisce gli spostamenti a piedi, stimolando lo spirito del viaggiatore e l’autonomia. Inoltre, il camping “La caravella” è collocato in una posizione strategica e centrale dell’isola, vicino a diverse spiagge, ed è organizzato in bungalow di legno e roulotte collocate intorno ad un’area comune. In quest’area si sono svolte tutte le attività comuni, con un forte un senso di circolarità e condivisione.
-
Cortometraggio Verde Speranza. Laboratorio di teatro
Il laboratorio di cortometraggio del 2015 nasce come evoluzione del laboratorio teatrale, grazie al quale gli adolescenti hanno scoperto di avere diverse competenze nel campo della recitazione. L’attività è significativa perché offre l’opportunità di lavorare come in un vero team cinematografico, comprendendo lo sforzo e il lavoro che c’è dietro ai film visti alla tv o al cinema, e di fare un’esperienza per sviluppare competenze utili per il futuro lavorativo. Destinatari dell’attività sono gli adolescenti del LET e l’obiettivo è offrire a questo target uno spazio esclusivo per essere protagonisti, utilizzando una modalità comunicativa familiare, promuovendo attività innovative e valorizzando le capacità individuali e collettive. Partecipa alla strutturazione del laboratorio l’associazione culturale cinematografica indipendente senza scopo di lucro Dream&Life, in grado di fornire un percorso completo e fruibile per i ragazzi. Il percorso laboratoriale proposto daDream&Life è della durata di un anno, con appuntamenti a cadenza quindicinale. I diversi step del laboratorio previsti dal regista, dal direttore alla fotografia e dai due educatori referenti del gruppo sono: acquisizione nozioni di base del cinema; scelta del messaggio da diffondere; costruzione partecipata alla sceneggiatura; tecniche ed esercizi base per la recitazione; primo approccio con la strumentazione; esempi di montaggio e prove tecniche. I partecipanti sono coinvolti in ogni fase del percorso attraverso una metodologia partecipativa. Il prodotto finale, ovvero il cortometraggio dal titolo “Verde Speranza” è stato proiettato in un vero Cinema: il Modernissimo di Napoli, scelto perché disponibile e vicino al tema della promozione del talento dei giovani di Napoli e anche comodo da raggiungere. All’evento hanno partecipato i genitori dei ragazzi, i referenti del Servizio centrale, l'assessore alle Politiche sociali e altri LET. I ragazzi, così, hanno avuto l'opportunità di sentirsi dei veri attori alla prima di un film, rilasciando interviste e guardandosi attraverso il grande schermo.
-
I geni della Tenda: alla scoperta del nostro DNA. Laboratorio sui valori
L’attività si colloca all’interno del settore educativo e rappresenta la tappa conclusiva di un percorso in cui i bambini, attraverso il superamento di prove, quiz e rebus, conoscono adulti autorevoli per la comunità – come medici volontari, professionisti esperti nella relazione di aiuto, etc. – la cui esperienza di vita è espressione concreta dei valori e degli obiettivi del percorso. L’attività è significativa perché consente ai destinatari di riflettere sui valori fondanti del centro educativo e che sono alla base del vivere bene insieme. I destinatari sono bambini di età compresa tra i 6 e i 8 anni (denominato gruppo Scriccioli) e i propri genitori; la finalità è quella di far conoscere, sperimentare e poi interiorizzare i valori guida, fondamentali per vivere in armonia con l’altro (come gratitudine, accoglienza, solidarietà). Tra gli effetti diretti, in particolare, si mira a tramandare questi valori ai più piccoli del LET; indirettamente, invece, si intende stimolare le famiglie ad interiorizzare gli stessi, rendendole co-protagoniste del percorso. La metodologia impiegata è quella del gioco associato al racconto autobiografico; le prove proposte mobilitano competenze cognitive, motorie e socio relazionali al fine di rendere tutti i destinatari protagonisti dell’esperienza. Nello specifico, è organizzato un percorso itinerante che interessa l’intera sede dell’associazione La Tenda: bambini e genitori, muovendosi con curiosità in spazi nuovi, attraversano “tappe-stazioni” presiedute da adulti autorevoli che raccontano la propria storia divenendo un modello di identificazione per i minori. Le persone autorevoli coinvolte ricoprono un doppio ruolo; di “narratore speciale” con i bambini; di “professionista in squadra” con gli educatori. Le attività si svolgono presso la sede del LET.
-
Il gioco prende forma. Laboratorio sulle relazioni
-
Tornando a casa. Laboratorio di scrittura e rappresentazione teatrale
-
Bric-orto. Laboratorio di agricoltura e manipolazione
-
Riciclando: Sporkiamocilemani L@b.
-
Viaggio tra le emozioni. Laboratorio di lettura e consapevolezza emotiva
-
Cresciamo insieme con i laboratori creativi. CerAmica.
-
Tango. Laboratorio di ballo
-
Fabulando. Laboratorio di lettura e narrazione
-
Allenarsi alla bellezza. Laboratorio di circo sociale
-
Pachamama Comunità terra: la cura di ogni giorno. Laboratorio di Carnevale
-
Le scale della cultura: un'opera di street art. Laboratorio di lettura e creatività
-
Educazione sentimentale: dubbi e perplessità durante la preadolescenza. Laboratorio di Lettura
-
Il linguaggio metaforico ne L’Aleph. Laboratorio sull’uso della poesia
-
Brain Training. Laboratorio per sviluppare le capacità mnemoniche
-
Circoloco. Laboratori di circo
-
Musica in scena. Laboratorio di espressività sonoro-musicale
-
Una stanza tutta per noi. Il gruppo genitori come promotore di condivisione, riconoscimento e confronto
-
Nuove tecnologie: isolamento sociale e genitorialità. Percorsi formativi-informativi
-
I t’ sent … tu m’siee’? Percorso di gruppo per facilitare la comunicazione tra i genitori e i figli
-
Il sognoSauro: una parata per il Carnevale 2022. Laboratorio creativo.
-
Io mi racconto, tu mi conosci. Laboratorio di scrittura autobiografica
-
La Sensibilità. Laboratorio di emozioni e creatività
-
Da Barra a Procida. Soggiorno residenziale
-
Cortometraggio Verde Speranza. Laboratorio di teatro
-
I geni della Tenda: alla scoperta del nostro DNA. Laboratorio sui valori

